[02-04-2016]

Zaha Hadid. Una vita dedita all'arte e all'insegnamento

 

Fonte: Flickr

 

Zara Hadid, nata a Bagdad nel 1950 e scomparsa all'età di 64 anni il 31 marzo 2016 nella città di Miami, è conosciuta in tutto il mondo per le sue imponenti opere e per il suo lavoro teorico e accademico. 

Ciascuno dei suoi progetti si è basato su oltre trent'anni di esplorazione e di ricerca nei settori interconnessi dell'urbanistica, dell'architettura e del design. 

 

La formazione e la sua attività accademica.

Hadid ha studiato matematica presso l'American University of Beirut prima di partire per Londra nel 1972 e iscriversi presso l'Architectural Association (A.A.), nel quale insegnerà anni dopo. 

Dopo il conseguimento del titolo, diventa socia dell'Offer for Metropolitan Architecture (OMA) a Rotterdam, nei Paesi Bassi, lavorando con i suoi ex docenti, Koolhaas e Zenghelis.

Nel 1980 fonda il suo studio con sede a Londra, lo Zaha Hadid Architect, ad oggi, con un team di 246 architetti, tra i più importanti studi di architettura al mondo.

 

Zaha Hadid, accanto all'attività di architetto, si dedica anche all'insegnamento, tenendo cattedre in diverse università prestigiose in tutto il mondo, tra le quali: l'Harvard Graduate School of Design, presso la Facoltà di Architettura all'University of Illinois di Chicago, la Hochschule Für Bildende Künste Hamburg di Amburgo, la Scuola di Architettura Knowlton all'Università Statale dell'Ohio, la Masters Studio alla Columbia University e la Scuola Eero Saarina di Progettazione Architettonica presso la Yale School of Architecture. 

 

I premi e le opere

Tra i diversi riconoscimenti ottenuti, ricordiamo il Premio Pritzer nel 2004 (prima donna ad ottenerlo) e il Premio Stirling nel 2010 e nel 2011. 

Vincitrice di molti concorsi internazionali, diverse sono le opere di fama mondiale realizzate. Tutte si contraddistinguono per forme curve e allungate, richiamanti le forme armoniche presenti in natura, e per la geometria frammentata e la molteplicità della prospettiva. Dal punto di vista dei materiali, anche qui Zaha introduce tecnologie e materiali innovativi come vetro, acciaio, lastre in titanio e plastica. 

Tra i progetti più rappresentativi di questo stile unico e spettacolare, possiamo ricordare:

 

London Acquatic Centre (2011) - Londra, Regno Unito

Fonte: Flickr

 

Guang Opera House (2010) - Canton, Cina

Fonte: Flickr

 

Galaxy Soho (2013) - Pechino, Cina

Fonte: Flickr

 

Centro culturale Heydar Aliyev Center (2015) - Baku, Azenbagian

Fonte: Flickr

 

Museo dell'alpinismo di Reinhold Messner (2015) - Plande Corones, Italia

Fonte: www.youngnews.it

 

Museo Maxxi (2010) - Roma, Italia

Fonte: www.de.wikipedia.org

 

Il Maxxi : Museo Nazionale delle Arti del XX secolo

  

Il Museo Maxxi a Roma è certamente l'opera più importante che il nostro paese conserva della grande artista Zaha Hadid.

Una sorta di astronave nel bel mezzo di Via Guido Reni, nel quartiere Flaminio di Roma, a pochi passi da Piazza del Popolo. 

 

Superando la moderna cancellata, si apre un grande spazio all'aperto destinato ad accogliere grandi installazioni contemporanee. A tratti delle fenditure nel pavimento in cemento liscio, si aprono lasciando spazio ad un prato verde alternato a lastre di ciottoli bianchi. Delle modernissime panchine emergono dalla liscia superfice del pavimento esterno, come piccoli rigonfiamenti della materia che lo compone, e al calar del sole, si colorano grazie a numerose luci led, creando una suggestiva scenografia. 

 

Il tutto è osservato dall'austera presenza della struttura museale da dove il grande occhio, che si eleva dall'ultimo piano, si affaccia violentemente sulla piazza, quasi a voler sfidare le leggi della gravità.

 

Da fuori non possono essere percepiti al meglio gli spazi interni, che rimangono nascosti alla vista fino a quando, una volta varcate le imponenti vetrate, non ci si trova nella hall principale che si sviluppa a tutta latezza. Si entra quindi in uno spazio liquido, digitale, dove le pareti, realizzate sempre in calcestruzzo a faccia vista, hanno le cicatrici provocategli dalle casseforme. 

Al centro della hall dello spendido museo del Maxxi, un grande oggetto di design, realizzato sempre dallo studio Hadid, si attorciglia per formare il desk dove si acquistano i biglietti e si chiedono informazioni. Dal piano terra è possibile accedere a due piccole sale, al bar, ad un bookshop, al guardaroba, ad un piccolo auditorium e alla prima galleria espositiva. 

 

Fonte: https://commons.wikimedia.org

 

Salendo le scale nere che si arrampicano sospese nel vuoto si arriva al primo dei tre piani dove tre immense gallerie ospitano opere di arte contemporanea provenienti da tutto il mondo. Grandi schermi touch screen interattivi danno informazioni al visitatore e le grandi vetrate inondano di luce le gallerie. Percorrendo le rampe che portano ai piani alti è possibile affacciarsi dal parapetto per scorgere le sale già visitate. 

Man mano che si percorre la rampa in salita, la luce proveniente dal cielo si fa sempre più viva fino all'ultimo piano, dove una spettacolare copertura vetrata permette alla luce naturale di entrare nella sala. Ed è proprio qui, nel punto più alto del museo, che è possibile scrutare la piazza all'aperto dal grande occhio di vetro leggermente inclinato in avanti. 

 

Percorrendo gli ampi corridoi quasi ci si dimentica delle opere d'arte esposte, perchè l'attenzione dello spettatore viene catturata dalla vera opera d'arte. Il Maxxi stesso. 

 

Fonte: https://it.wikipedia.org

 

Questa magnifica opera firmata Hadid è un gioiello dell'arte contemporanea che si innesta in una città, come quella di Roma, da sempre radicata agli splendori artistici ereditati dal passato. Il rischio di precipitare verso una decadenza melanconica del patrimonio è stato scampato, grazie all'intervento di Zaha Hadid e la creazione di questa magnifica opera d'arte contemporanea.